Nel primo millennio a.C. spunta la civiltà e la
cultura del Popolo umbro. Prende così avvio, praticamente, la Città
Stato a struttura prevalentemente religiosa. Gubbio ne fu la capitale e
nelle Tavole Eugubine ha la principale testimonianza. Alla triade
romana di Giove, Marte e Quirino, Gubbio proponeva altra triade di dei:
Giove, Marte e Volfiono, tutti con l'attributo di Grabovio (Roccia). Ai
tre dei erano dedicati tre templi, tre vie e tre porte. La Tutà Ikuvina
(Città Giovina, di Giove, cioè Gubbio, che dal dio Giove ha
tratto il nome) estendeva le sue mura di massicci blocchi di pietra di
travertino spugnoso pressappoco nell'attuale quartiere di S. Giuliano,
con tre porte. La più grande testimonianza del popolo umbro sono
le Tavole Eugubine fortuitamente giunte fino a noi in stato
di eccellente conservazione e ben custodite in apposite vetrine
girevoli, nella Civica Pinacoteca. Le Tavole Eugubine sono sette lastre
di bronzo rettangolari scritte, o meglio, incise da leggersi da destra
verso sinistra. Furono rinvenute nei pressi del Teatro Romano di
Gubbio, nell'anno 1444 da certo "Paulus Gregoriensis, habitator
Schigiae..." e da questi vendute al Comune di Gubbio. Le Tavole
Eugubine, secondo il Prof. Devoto, traduttore delle medesime, sono il
più importante testo rituale di tutta l'antichità classica, in quanto
non si possiede nulla di simile ne in lingua latina ne in quella greca;
per trovare paralleli bisogna ricorrere a letterature del vicino e
lontano oriente. Le Tavole Eugubine sono scritte in due lingue:
umbro locale derivato dall'etrusco perugino cortonese ed il lingua
latina d'epoca sillana e risalgono a più di due secoli a.C.. |
Tavole Eugubine: particolare di una tavola

Alfabeto Umbro
composto da 14 lettere e 4 vocali

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